ABISSI
Un tramonto surreale
dal Monte Pico è il mio Dasein,
dove le onde del mare si confondono
con quelle del cielo
e mi portano a immaginare
gli abissi profondi,
qui sopra l’immensa Piana Abissale,
dove è sospeso il mio essere,
come presso Capo Matapan e Citera,
lungo l’arco della Fossa Ellenica,
fino al nero pozzo del Calypso Deep,
giù, giù, sempre più giù.
Anche qui,
pronto a strapiombare
nel silenzio assoluto, sommerso,
tra canyon oceanici
che fendono la crosta della Terra
e vulcani senza cielo,
che bruciano nell’oscurità dell’acqua.
Giù, sempre più giù,
oltre la luce,
oltre il verde e il blu,
dove il mare custodisce i propri segreti,
fin dove regge il respiro,
fin dove il tempo sembra arrestarsi
sulla soglia del mio destino,
tra rocce basaltiche e calcari greci
o capresi,
neri pozzi d’acqua e tenebra,
nel silenzio più assoluto,
fino a confondersi
col pensiero stesso del mare.
È così che vorrei lasciarmi andare,
perdermi tra le tue braccia,
nel cuore del tuo insondabile amore.
Madalena, 24 maggio 2026
Giacomo Garzya

