PSICOSTASIA
A Antonio, Bernardino, Carlo, Marco,
Silvana e Simonetta, compagni di viaggio
Come vorrei,
nella Sala delle Due Verità,
dopo le quarantadue confessioni
sussurrate ai Giudici dell’Oltretomba,
che Anubi, volto d’uomo e muso di sciacallo,
vegli su di me nel rito egizio
della Pesatura del Cuore.
Che il mio cuore,
sede dell’anima inquieta,
sia più lieve
della piuma di Maat, dea della verità
e della giustizia,
tanto puro da essere accolto
da Osiride nei Campi dei Giunchi,
a vivere in eterna beatitudine.
Non una seconda morte,
non la dissoluzione dell’essere
nelle fauci di Ammit,
il mostro composto
di leone, ippopotamo e coccodrillo,
affamato delle colpe dei mortali.
Anubi, sii clemente,
se sulla bilancia sacra
la mia vita, non priva d’ombre,
dovesse pesare più della piuma.
Fa’ che Toth, scriba divino,
possa tracciare un verdetto
che mi apra all’eternità,
e non a una seconda morte,
definitiva, senza appello.
Il Cairo, 15-16 novembre 2025
Giacomo Garzya
[poesia scritta dopo aver ascoltato Yossef Hamed,
profondo conoscitore della Civiltà egizia]
