GIACOMO GARZYA SCRIVE UNA POESIA ISPIRATO DAI BELLISSIMI NOTTURNI VENEZIANI DELLA PITTRICE LORELLA FABRO

LUCI DELLA NOTTE

 

A Lorella Fabro,

veneziana nel cuore e nella mente

 

 

Le piccole Venezie della mia vita

scorrono lente tra canali e ponti,

Amsterdam e Bruges sospese,

Stoccolma delle quattordici isole,

Copenaghen riflessa nel silenzio,

Suzhou lontana, antica,

dove l’acqua custodisce il tempo.

In tutte, la sera accende luci

che tremano nell’acqua blu scura,

nel buio profondo dei canali,

luci fredde, luci calde,

gialli e rossi dalle finestre,

dai lampioni che vegliano

sulla malinconia della notte.

Le luci sull’acqua

non stancano gli occhi,

seducono la mente,

portano misteri dal crepuscolo

fino all’alba silenziosa,

e brillano come sogni

che non vogliono svanire.

Eppure nessuna di queste città,

impresse nella mia memoria,

possiede la magia di Venezia:

mille anni sorretti da alberi

sommersi,

infissi nella palude melmosa

per diventare eternità.

Cento isole, duecento canali,

quattrocento ponti di luce,

che splendono nella laguna.

Mille anni di storia e bellezza,

nei tuoi notturni dipinti,

anima fatta di riflessi,

luci verticali, tenui, fredde,

poi calde, dorate con foglie d’oro,

fantasmagoria che colpisce

l’immaginazione e ci insegna

ancora l’arte di far sognare.

 

Trieste, 21 dicembre 2025

Giacomo Garzya

 

[scritta dopo aver visto “Notte di luce”

e altri Notturni Veneziani della pittrice “iperuranica” Lorella Fabro]

In questa pagina, tre quadri di Lorella Fabro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *