GIACOMO GARZYA ALLA FESTA NAZIONALE DELLA ROMANIA, ACCOMPAGNATA DALLA BRAVISSIMA PIANISTA RAMONA MUNTEANU. TRIESTE, HOTEL SAVOIA EXCELSIOR PALACE, 26 NOVEMBRE 2025.

GIACOMO GARZYA ALLA FESTA NAZIONALE DELLA ROMANIA, ACCOMPAGNATA DALLA BRAVISSIMA PIANISTA RAMONA MUNTEANU CON MUSICHE DI ROSSINI/LISZT, CHOPIN, FILTSCH, RESPIGHI, ENESCU. IL RECITAL DI PIANOFORTE È STATO PRECEDUTO DAI DISCORSI DEL CONSOLE GENERALE DI ROMANIA A TRIESTE ADINA LOVIN E DAL CONSOLE GENERALE ONORARIO DI ROMANIA A TREVISO MARIO MORETTI POLEGATO. TRIESTE, HOTEL SAVOIA EXCELSIOR PALACE, 26 NOVEMBRE 2025.

 

QUI, UN MIO OMAGGIO ALLA BELLISSIMA ROMANIA: I COLORI DELLA BUCOVINA IN DUE POESIE CHE SCRISSI DURANTE IL MIO SECONDO VIAGGIO IN TERRA ROMENA NELL’AGOSTO 2011, IL PRIMO NELL’ESTATE DEL 1971.

1) Moldovița

2) Voroneț e Sucevița

 

MOLDOVIȚA

Come dimenticare il blu,
quel turchese egizio,
simbolo del cielo, della rinascita,
del Nilo,
dipinto nelle tombe dei re,
sulle statue,
che l’eternità respirano.

Così l’azzurrite di Voroneț,
nel silenzio dei monasteri
della Bucovina,
si imprime nella memoria
come un sigillo di luce.
È il blu più puro, il Cielo di Dio.

Anche qui,
in questo monastero di Moldovița,
accanto al giallo, domina,
e illumina schiere di Santi
e Patriarchi
e la Vergine in trono col Bambino,
a difesa di Costantinopoli
contro il sultano Mehmet,
Fatih, il conquistatore.

Cade un impero millenario,
crolla un mondo.
Eppure Maria vince.
Lei, che salvò la città dall’assedio
dei Persiani molti secoli prima,
ora posa speranza nelle mani
dei Moldavi,
minacciati dalla mezzaluna
dei Turchi.

È il miracolo della fede:
resistere oltre la paura,
credere oltre il tempo,
sapere che Dio vince comunque,
oltre la Storia.

 

Monastero di Moldovița, 10 agosto 2011
Giacomo Garzya

 

BUCOVINA

 

Nel blu profondo
del Giudizio Universale
di Voroneț,
quando Cristo appare
nella gloria,
si accende una luce
non creata,
non viene dal sole,
ma sgorga da Dio.
È un cielo mistico,
eterno,
senza confini.

Nel verde smeraldo
di Sucevița,
monastero-fortezza,
mura alte, torri a guardia
dagli Ottomani e dai Tatari.
Intorno,
città celestiali,
in un paesaggio simbolico
di vita e speranza.
Gli affreschi,
una Biblia pauperum
di immagini rivelate.

Mirabile
la Scala delle Virtù:
monaci salgono
verso il Paradiso,
trenta gradini per trenta virtù,
mentre una legione di diavoli
li strattonano perché cadano
nella gola di Lucifero.
E schiere d’angeli,
invece, li sostengono
e tendono le mani per porre
loro sul capo la corona
della gloria, per essere accolti
nella Gerusalemme celeste.

È il cammino dell’uomo
dalle tenebre alla luce,
l’ascesa dell’anima
verso Cristo e la Salvezza.

 

Maramures, 11 agosto 2011
Giacomo Garzya

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *