Dopo le foto e i video dalla mongolfiera, il 19 febbraio a Wadi Rum, diversi amici mi hanno inondato di messaggi per acquistare il mio Samsung.
Altro che mongolfiera… qui vola anche la tecnologia!
Ho risposto così:
mi avete tutti quasi convinto che dovrei mettermi a fare il rappresentante Samsung… ma vi assicuro che non percepisco provvigioni!
Visto però il vostro entusiasmo, vi svelo il “segreto”: il mio smartphone non è semplicemente un telefono, ma un vero e proprio apparecchio fotografico professionale tascabile. Parliamo di 230 grammi di tecnologia con ben 512 GB di memoria (mezzo tera, per chi non mastica informatica), capace di prestazioni sorprendenti soprattutto nel reportage, negli interni e nelle situazioni di scarsa luminosità.
Il sistema fotografico è composto da:
sensore principale da 200 MP con resa straordinaria dei dettagli,
ultra-grandangolare da 50 MP perfetto per paesaggi e architetture,
teleobiettivo con zoom ottico 3x,
tele periscopico da 50 MP con zoom ottico 5x (e digitale fino a 100x),
video fino a 8K e 4K ad alta fluidità
La grande qualità, unita all’elaborazione intelligente delle immagini, permette risultati che fino a pochi anni fa richiedevano reflex, obiettivi e zaini interi di attrezzatura.
Insomma, più che un telefono è uno studio fotografico in tasca.
Se poi decidete di acquistarlo, mi limiterò a chiedere una percentuale simbolica… in forma di invito a cena!
Ora, invece che a Trieste sono a Firenze coi miei, in vacanza qui fino a domenica. Che meraviglia Fiesole! Tra l’altro dalla bella Treviso, dove sono atterrato ieri, partito da Amman, a Fiesole il salto è breve ma il panorama cambia parecchio… e capisco benissimo l’effetto “wow” delle foto dalla mongolfiera!
A gentile richiesta, ecco più in dettaglio i dati tecnici delle fotocamere del Samsung Galaxy S25 Ultra — il “mostriciattolo” da 230 grammi e 512 GB che fa concorrenza alle reflex e fra poco le manderà in soffitta.
Comparto fotografico:
Fotocamera principale (wide)
200 MP
Sensore di grandi dimensioni
Apertura luminosa (circa f/1.7)
Stabilizzazione ottica (OIS)
Pixel binning per scatti da 12 MP o 50 MP con maggiore luminosità
Ottime prestazioni in notturna e in interni
Ultra-grandangolare
50 MP
Campo visivo molto ampio (circa 120°)
Ideale per paesaggi, architettura, interni
Autofocus per macro di alta qualità
Teleobiettivo 1 (zoom ottico 3x)
10 MP
Zoom ottico 3x
Stabilizzazione ottica
Perfetto per ritratti naturali
Teleobiettivo 2 (periscopico)
50 MP
Zoom ottico 5x
Zoom digitale/spaziale fino a 100x
Stabilizzazione avanzata
Straordinario per reportage e soggetti lontani
Video
Registrazione fino a 8K
4K fino a 120 fps
HDR avanzato
Modalità Pro Video
Ottima gestione della scarsa illuminazione
Perché molti professionisti già da tempo lo usano?
Gamma dinamica molto ampia.
Elaborazione AI avanzata.
Prestazioni eccellenti in low light.
File ad alta risoluzione lavorabili in post-produzione.
Peso ridottissimo rispetto a una reflex/mirrorless
In pratica: uno studio fotografico tascabile da mezzo tera.
Ancora più in dettaglio
i dati tecnici delle fotocamere dello smartphone Samsung Galaxy S25 Ultra (uno dei top di gamma Samsung per foto e video):
Samsung Global Newsroom +2
Fotocamere posteriori (quadrupla):
Fotocamera principale (Wide):
• 200 MP con apertura f/1.7
• Sensore grande ~1/1.3″
• OIS (stabilizzazione ottica immagine)
• Lunghezza focale equivalente ~24 mm
• Supporto per video fino a 8K @ 30 fps e 4K @ 60 fps
Samsung Global Newsroom +1
Ultra-grandangolare:
• 50 MP con apertura f/1.9
• Campo visivo ampio ≈120°
• Ideale per paesaggi e foto ampie
Samsung Global Newsroom +1
Teleobiettivo 1 (Zoom ottico 5×):
• 50 MP con apertura f/3.4
• Stabilizzazione OIS
• Focale equivalente circa 111 mm
TechRadar
Teleobiettivo 2 (Zoom ottico 3×):
• 10 MP con apertura f/2.4
• OIS
• Focale equivalente circa 67 mm
TechRadar
Fotocamera frontale (selfie):
12 MP, apertura f/2.2
Angolo di visione ~80°
Buona per selfie e videochiamate in 4K @ 30 fps
Samsung Global Newsroom
Caratteristiche aggiuntive delle fotocamere
Stabilizzazione ottica (OIS) su tutte le lenti principali e teleobiettivi.
PiùCellulare
Pixel binning per scatti in bassa luce e foto da 12 MP più pulite.
TechRadar
Registrazione video HDR e 10-bit, modalità Pro, LOG e ProRAW su alcune app compatibili (per editing avanzato).
indtechworld.com
Zoom combinato digitale fino a livelli molto elevati sfruttando sensori e AI.
TechRadar
In sintesi: il Galaxy S25 Ultra ha un comparto foto molto versatile, con un sensore principale ad altissima risoluzione, doppio teleobiettivo per zoom ottico variabile, e un sensore ultra-grandangolare aggiornato ad alta risoluzione.
Trieste, 23 febbraio 2026
GIACOMO GARZYA, SUL SOFTWARE NEGLI APPARECCHI DIGITALI, 15 MARZO 2026
Giacomo Garzya: Ai cari amici, vorrei aggiungere qualcosa di più preciso a proposito di quanto ho già scritto sullo smartphone che utilizzo attualmente per motivi di salute. Non potendo più fotografare a mano libera come in passato, a causa del peso, utilizzo il Samsung Galaxy S25 Ultra (da pochi giorni è stato presentato il Galaxy S26 Ultra, dotato di un software e di un processore ancora più evoluti). Quanto vado a scrivere non vuole essere né una lezione per chi queste cose le conosce benissimo — mi riferisco ai fotografi professionisti — né per chi fotografa per passione; vuole semplicemente offrire un’informazione agli eventuali scettici tra i fotografi amatoriali. Ogni giorno, nel mondo, si scattano circa 5 miliardi di foto: un dato che testimonia i progressi continui e sempre più rapidi della tecnologia. Tutti gli apparecchi fotografici digitali, nessuno escluso, hanno un software (chiamato firmware), quindi non solo le fotocamere più moderne o full frame. Una fotocamera digitale è di fatto un piccolo computer specializzato. Il firmware serve a controllare sensore e otturatore, a gestire autofocus, a elaborare l’immagine (riduzione rumore, colore, ecc.). Senza software la fotocamera non potrebbe funzionare. Ciò vale per tutti gli apparecchi fotografici digitali, dalle compatte economiche, alle mirrorless, alle reflex, alle full frame professionali. Anche reflex più vecchie come la Canon EOS 5D Mark II o la Nikon D90 avevano firmware aggiornabili. La differenza tra modelli vecchi e nuovi non è se hanno un software, ma quanto sia avanzato: si va dai firmware più semplici a quelli molto complessi (AI autofocus, video avanzati, funzioni nuove via update). Le mirrorless recenti, da molti professionisti preferite ormai alle reflex, tipo Sony A7 IV o Canon EOS R6, ricevono spesso aggiornamenti firmware, che aggiungono nuove funzioni. Un caro saluto da chi per più di 30 anni, fino al 2009, ha fotografato con un apparecchio analogico, il cui software non era altro che il suo occhio, il suo cervello. Concludo con un breve testo che ho scritto qualche settimana fa, per mettere, prima di tutto, un punto fermo su ciò che è essere un buon fotografo professionista nella fotografia pubblicitaria (Maestro insuperato il compianto Oliviero Toscani), in quella commerciale o nei reportage. Quanto vengo a dire si basa sul nitido ricordo di una lunga conversazione che ebbi nel lontano 1995 con Pepi Merisio, durante un’escursione in auto prima in Penisola sorrentina, poi in Costiera amalfitana. Per diventare un buon fotografo professionista occorrono tecnica, marketing e affidabilità. Per un fotografo artista, invece, la tecnica da sola non basta. La differenza non la fanno nitidezza, attrezzatura, luce corretta, ecc., bensì la visione, la profondità, la capacità di dire qualcosa che non sia banale. E qui entra la cultura, cioè la Storia dell’arte, la Letteratura, la Storia, la Filosofia, il Cinema, ecc., in ultimo, la conoscenza dei grandi fotografi. Infatti gli artisti dialogano sempre con qualcosa che li precede. Un fotografo che conosce solo la fotografia produce immagini che parlano solo di fotografia. Un fotografo che si coltiva produce immagini che parlano del mondo. Poi Pepi Merisio affrontò il tema gallerie e musei. Questi, in certi circuiti (biennali, musei, gallerie), non cercano solo belle immagini. Cercano pensiero. Cercano coerenza concettuale. Cercano un autore che sappia argomentare il proprio lavoro. Un artista incapace di articolare il proprio pensiero non va molto lontano. Chiuse la lunga conversazione parlando di tre percorsi: quello del fotografo Tecnico commerciale di alto livello, dove si può guadagnare molto senza grande cultura teorica. Quello dell’Artista istintivo: dove si può emergere per talento puro, ma senza profondità culturale si rischia di fermarsi presto. Oppure quello dell’Artista consapevole, che regge nel tempo. Infine, in base a studi recenti, quanto incide realmente la Tecnica in una buona fotografia? Per il 30%. Un fotografo artista non vende immagini. Vende una visione del mondo. Giacomo Garzya, Trieste, 16 marzo 2026.
