GIACOMO GARZYA: RIPUBBLICO PER GLI AMICI SETTE POESIE SCRITTE NEL 2014, UN ANNO PER ME PARTICOLARMENTE RICCO DI EVENTI ED EMOZIONI.

Tali poesie furono edite più volte: in AA.VV., Sentire (82), Roma 2014, Casa Editrice Pagine, pp. 40-46 (un audio-libro); in Giacomo Garzya, “Una specchiera”, Napoli 2015, M. D’Auria Editore e in Giacomo Garzya, “L’amore come il vento. Poesie (2011-2015), Napoli 2019, Iuppiter Edizioni.

 

QUESTO È GIÁ UN VIVERE

 

Il brusio della strada,

volute della tua sigaretta

nell’aria libera di questo giorno

di primavera,

tu distratto dal Fernet Branca

bollente come la tua vita passata.

Il brusio della strada

rompe il tuo essere solo,

seduto a un tavolino di un bar

con un amico che non parla,

ma che ascolta quando mormori

il tuo silenzio.

Questo è già un vivere.

 

Napoli, 11 aprile 2014

 

SENT’ CÒ

 

La pioggia improvvisa

a Sent’ Cò

il via vai frenetico dei gabbiani

muovono l’immobile

ciò che è fermo da un pezzo

dall’ultimo scampanio della chiesa,

quando un pallido incerto sole

preannunciava l’arrivo dei tuoni

nello stretto di Procida.

Tutto è inquieto

in questa siesta piovigginosa,

anche il pensiero di te lontana,

anche il mare piatto come

una tavola,

anche l’edicola della Madonna,

che sovrasta lo sguardo senza vita

del figlio deposto.

 

Procida, 13 aprile 2014

 

UNA VERGINE

 

Aveva cercato nelle ragioni

della sua esistenza

il suo apparire

il suo non essere

e i seni gonfi di desiderio

come le magnolie in fiore

erano solo

nella sua immaginazione

per uomini improbabili

perché da lei

vissuti solo in sogno.

Ma ora voleva essere,

voleva cercare

nelle pieghe dell’esistenza

di vivere almeno una volta,

di essere una donna

di essere turgida

nella sua trattenuta verginità,

voleva provare l’ebbrezza

dei sensi

che solo l’amore può dare.

 

Napoli, 2 giugno 2014

 

L’ATTESA

 

Eri comparsa

sull’uscio del mare

così, senza bussare

e l’attesa del naufrago

era stata lunga,

anni mesi giorni.

Eri comparsa

in punta di piedi

e i raggi del sole

lambivano i tuoi capelli

increspati dal vento salso

del mare,

eri comparsa per dare

gioia

e portavi dentro

il tuo dolore di donna

ferita.

 

Marina di Praia, 22 giugno 2014

 

UNA SPECCHIERA

 

Guardavi a uno specchio

opaco consunto dal tempo

il tuo viso segnato

dalla luce di un lume,

ma il tuo sguardo

scappava subito le rughe

profonde

per tante infinite notti

a pensare ai lunghi anni

felici

falciati in un istante

da una forza crudele,

come quella che falcia

le amate spighe di grano

in un giorno d’estate,

quando i campi sono battuti

dal sole

in un’orgia di luce e di vento

in un’orgia di vita.

 

Punta Becco, San Pietro, 31 luglio

 

DA CAPO ROSSO

 

Cercavi tra le rocce

strapiombanti sul mare

i falchetti che avevi trovato

all’estremità nubiane

e ravvivavi il ricordo

del dio Falco,

di tante dinastie testimone

di vita e di morte.

Dall’altro capo Carloforte

e le saline

dei fenicotteri rosa

pur essi di egizia memoria,

che trasmigrano con i falchi

la tua anima tormentata

a calette tranquille

prive di storia

se non quella di pescatori

e pirati,

ma dove la notte esplorare puoi

la via lattea

nel piú grande nitore,

nella piú grande assenza di luce.

 

La Caletta, San Pietro, 2 agosto 2014

 

LIANA

 

a Paolo Sandulli

 

Un busto di donna

scovai nella torre

alla Marina di Praia,

una madonna antica

minoica

oppure orientale

della Cina lontana,

il viso dolce di biacca,

spugna di mare

rosso porpora la chioma,

una divinità,

che regge ora

le sorti della casa

come i sacri penati

di antica memoria.

 

Miliscola, 7 settembre 2014

 

Giacomo Garzya

Trieste, 2 aprile 2026

 

 

 

 

 

One Comment

  1. martorellititti@gmail.com

    Riesci ad abbracciare visioni straordinarie di tramonti,mare,colori,luci con l’ intimo profondo di versi che accompagnano i passi della vita 👏👏👏👏

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