
Al caro amico Pierluigi Sabatti, che stamattina, alla Biblioteca Stelio Crise, mi chiedeva cosa ne pensassi, da napoletano, del triestino Ugo Pierri, ho risposto: «Come un peperoncino».
Una metafora che vuole descrivere, in una parola, un uomo vivace, piccante, ironico, dissacrante, provocatore: una voce scomoda e tagliente della cultura triestina, che ebbi il piacere di conoscere al Circolo della Stampa, in occasione della presentazione del bel libro di Dino Faraguna, “Ã’mini e loghi” (Trieste, 2023, Battello Stampatore), nel quale si possono ammirare i disegni de “Lo zodiaco”, proprio di Ugo Pierri, che si definisce «calciatore fallito, pittore inediale, poeta espressionista crepuscolare, scrittore di racconti tetrallegri».
Il caso ha voluto che io scrivessi, ormai triestino d’adozione da quattro anni, il 26 marzo 2023, prima ancora di conoscere Ugo Pierri, una poesia intitolata “De Senectute”, pubblicata nel 2024 nella mia raccolta di poesie “È la vita”, da Aletti Editore, con la prefazione di Alessandro Quasimodo.
Due modi diversi, nel suo “De Senectute” e nel mio, ma non poi così lontani, di raccontare la vecchiaia. Il suo certamente più scabro, veristico e molto più caustico del mio, ma con lo stesso risultato finale.
Trieste, 4 ottobre 2026
Giacomo Garzya
DE SENECTUTE
Quando sgorgano
le tue parole, mi vergogno
delle mie, sentimenti contrastati,
antipodi tra loro.
L’inflessione delle tue, un accento
rassicurante con note scandite
secondo ciò che dice il cuore;
le mie, rimbombanti sarcasmo,
annegano nel fiele degli anni,
per un improbabile, tardivo amore.
Trieste, 26 marzo 2023
Giacomo Garzya
(allievo di Anita Pittoni, Ugo Pierri, triestino, scomparso il 22 settembre 2026, è stato scrittore, poeta, pittore e illustratore. Il suo ritratto fotografico fa parte dell’Archivio Casa della Poesia).