GIACOMO GARZYA: RINGRAZIO SENTITAMENTE CHIARA SPATUZZI PER AVER SCRITTO UN COMMENTO CRITICO DI ALTO LIVELLO, DA VERA DANTISTA, DEGNA SEGUACE DI NATALINO SAPEGNO, ALLA MIA POESIA: “AL CORSO”, SCRITTA A FIRENZE TRA IL 6 E IL 7 DICEMBRE E RIFINITA OGGI 9 DICEMBRE 2025 A TRIESTE.
“Al Corso” si configura come un componimento che rielabora in chiave contemporanea il modello dantesco, ponendo al centro la figura di Beatrice quale mediatore salvifico tra dimensione terrena e dimensione trascendente. Costruisce un paesaggio fiorentino carico di valore simbolico: il giglio e il rintocco di Santa Maria del Fiore non svolgono solo una funzione descrittiva, ma attivano un dispositivo memoriale che rimanda direttamente alla Vita Nova e alla biografia sentimentale di Dante.
La progressione del testo è marcatamente ascensionale. A partire dalla rievocazione dell’incontro terreno con Beatrice, la poesia ripercorre, attraverso allusioni puntuali alla Commedia, il processo di spiritualizzazione della donna. Dunque, una trasformazione in funzione teologica: guida morale e tramite di elevazione verso la beatitudine ultraterrena.
La conclusione esplicita la direzione interpretativa del testo: l’amore e la bellezza, nella loro declinazione dantesca, sono presentati come vie di salvezza e come strumenti di accesso all’Eterno.
In definitiva, lo considero un componimento capace di reinterpretare in modo autentico e consapevole l’eredità dantesca. La fusione tra memoria letteraria, paesaggio fiorentino e tensione trascendente conferisce alla poesia un forte valore evocativo. Ciò che apprezzo maggiormente è la sua capacità di proporre un percorso ascensionale coerente e suggestivo, in cui amore e bellezza tornano a essere principi guida di salvezza, senza mai cadere nell’imitazione, ma anzi rinnovando con sensibilità contemporanea un immaginario fondativo della nostra tradizione culturale.
9 dicembre 2025
Chiara Spatuzzi
AL CORSO
Alle sette, allo schiudersi
del giorno,
la luce sfiora i petali d’un giglio,
e il rintocco di Santa Maria in Fiore
scende fino alle pietre di Palazzo
Portinari,
ridesta la Vita Nova,
là dove occhi cerulei di Madonna
diedero fuoco d’amore
al Vate dei Vati.
Un attimo soltanto,
e divenne Donna del destino,
prima terrena, poi puro spirito,
amore eterno, inviolabile,
mani e guance custodi d’un bacio
negato.
Donna Angelo salvifica,
grazia divina per ascendere
i gradini alti del Purgatorio
fino alle porte del Cielo,
per toccare la Luce di Dio,
dopo la Selva oscura degli Inferi,
dove l’umano sconta pena
e ludibrio,
senza più alcuna speranza
di vita eterna.
Beatrice, guida e fiamma,
dono prima terreno, poi celeste,
ora ragione ora miracolo,
a purificare l’anima del Poeta
dall’errore e dalla colpa.
Amore puro che conduce a Dio,
bellezza che ammonisce e illumina,
che dal Limbo fino al Paradiso
si fa trionfo mistico che salva.
Angelo sempre più radioso
nel cammino dal Paradiso Terrestre
a quello Celeste,
fino alla Beatitudine
fra schiere di compagni Beati.
È questo il trionfo dell’amore,
la bellezza che salva
e conduce all’Eterno.
Firenze – Trieste, 6-9 dicembre 2025
Giacomo Garzya
